Morbo e malattia di parkinson: cause, sintomi e cure

Il morbo o la malattia di parkinson è una patologia neurodegenerativa molto seria che può interessare entrambi i sessi con un’età media di esordio che si attesta intorno ai 58-60 anni, anche se vengono registrati non di rado nuovi casi tra soggetti con età compresa tra i 40 e i 50 anni.

Si stima che solo in Italia siano circa 250.000 le persone che ne vengono colpite e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) prevede che entro il 2030 tale numero sarà destinato a raddoppiare.

La malattia si manifesta con evidenti disordini all’apparato motorio e per questo motivo anche le più piccole e semplici attività quotidiane possono trasformarsi in un problema.

Fortunatamente grazie alla ricerca scientifica sono stati compiuti numerosi passi avanti e una diagnosi precoce permette di individuare il parkinson in tempo e di trattarlo in modo mirato. Oggi più di ieri la medicina offre valide soluzioni per far sì che anche una persona affetta da parkinson possa avere una vita migliore.

Morbo di parkinson sintomi: come riconoscere la malattia.

Individuare il parkinson all’origine e comunque rapidamente è fondamentale per evitare che la patologia possa portare a gravi conseguenze.

Quali sono i sintomi iniziali del morbo di parkinson? Eccone alcuni:

  • Tremore a riposo;
  • Difficoltà di concentrazione;
  • Sensazione di debolezza o eccessiva fatica;
  • Lentezza dei movimenti automatici, ossia quelli che generalmente una persona sana compie senza alcuna difficoltà.

Tuttavia se è vero che uno dei sintomi morbo di parkinson è il tremore è bene tenere conto del fatto che questo non è presente in tutti i pazienti o se lo è magari si manifesta in modo superficiale, in altre parole il tremore specialmente all’inizio può rivelarsi come uno o più episodi isolati a cui non viene data alcuna importanza.

Oltre ai sintomi tipici del morbo, esistono poi altri sintomi non motori che possono includere:

  • Stipsi;
  • Disturbi del sonno;
  • Disturbi di ansia;
  • Disturbi urinari.

Se uno o più sintomi sono presenti non bisogna però subito allarmarsi in quanto si potrebbe trattare di altre patologie che nulla hanno a che vedere con  il parkinson. Per questo è consigliato rivolgersi a medici specialisti che possono così effettuare una valutazione completa.

Morbo di parkinson sintomi e decorso

Se i sintomi iniziali vengono sottovalutati il rischio maggiore è che la malattia segua il suo naturale decorso e in tal caso resta difficile intervenire per fermare gli effetti peggiori che possono portare a una rigidità seria e in ultima istanza alla morte.

Nel morbo di parkinson il decorso malattia è unico per ogni paziente, nel senso che non esiste un calendario preciso di come il parkinson evolverà nel corso degli anni. In via generale il paziente si ritroverà comunque ad affrontare diversi stadi della malattia nell’arco di circa 10-15 anni, partendo dal primo stadio che è quello in cui il parkinson si trova in una fase iniziale, all’ultimo, il più grave e caratterizzato da un’invalidità completa.

Parlare dunque del morbo di parkinson sintomi finali significa illustrare tutti quei sintomi che contraddistinguono la fase finale della malattia e tra cui rientrano:

  • Incapacità di mantenere la posizione eretta;
  • Bocca costantemente aperta e ridotta deglutizione spontanea;
  • Difficoltà a ingerire cibo.

Morbo di parkinson cure: contenere i sintomi della patologia

Esistono attualmente diverse terapie farmacologiche per il trattamento del parkinson che sono in grado di rallentarne l’evoluzione e dare al paziente la possibilità di continuare a vivere con autosufficienza il più a lungo possibile.

Purtroppo non esistono farmaci capaci di prevenirne l’insorgenza, ma una diagnosi immediata permette di agire tempestivamente e di contenere un aggravamento rapido.

Tra le varie tipologie di cure esistono poi una serie di cure naturali che tuttavia non sostituiscono in alcun modo le cure farmacologiche. Possono comunque costituire un valido strumento per migliorare la vita di un paziente, anche se sulla loro efficacia non esistono ancora prove fondate. Per il morbo di parkinson cure naturali possono essere:

  • Assunzione di cannella che, in base ad alcuni studi, sarebbe in grado di bloccare le modificazioni cellulari che si verificano a livello cerebrale nei pazienti con parkinson;
  • Assunzione di integratori alimentari a base di Vitamina D, Vitamine B, Vitamina C e vitamina E.

Resta inteso che tra le cure naturali rientra anche l’attività fisica e il movimento che, unitamente alle medicine, sono essenziali per tenere sotto controllo i sintomi. Proprio in tale contesto si inseriscono la fisioterapia e la riabilitazione che nelle persone affette da parkinson sono di vitale importanza.

Morbo di parkinson cause

Attualmente non sono ancora del tutto chiare le cause del parkinson. Ad ogni modo in base ad alcuni studi effettuati sembrerebbero avere un certo peso sullo sviluppo della malattia:

  • Fattori ambientali, in particolare è possibile che in alcune aree altamente inquinate la patologia possa avere una maggiore incidenza;
  • Fattori genetici legati a precedenti casi in famiglia e che testimoniano come a volte il morbo di pakinson è ereditario.

Morbo di parkinson giovanile

Si sta notevolmente abbassando l’età in cui viene diagnosticato per la prima volta il morbo. Si registrano anche casi al di sotto dei 40 anni. Se la malattia insorge in giovane età è bene cercare di rivolgersi a specialisti il prima possibile e confrontarsi con i medici per trovare la cura più adeguata.

Le persone colpite da parkinson giovanile tendono spesso a isolarsi e a essere depresse più degli altri pazienti. Non bisogna però scoraggiarsi troppo perché con la moderna medicina e le giuste cure è possibile trovare una soluzione e limitare i sintomi.

Morbo di parkinson diagnosi: cosa dicono gli esperti

I professionisti della medicina affermano che è fondamentale diagnosticare una malattia di parkinson già dai primi sintomi. La diagnosi avviene a seguito di:

  • Una prima valutazione della storia clinica del paziente;
  • Esami strumentali specifici che possono comprendere ad esempio una risonanza magnetica nucleare ad alto campo.

Il parkinson se individuato agli stadi iniziali può essere tenuto sotto controllo. L’importante è cercare di affrontare la malattia senza perdere la speranza. Ricercatori, medici e specialisti sono fiduciosi che con il progresso si potrà arrivare a scoprire sempre migliori cure.