Il ruolo degli Agenti Infettivi: il caso clinico presentato dal Dr. Fiore

I fattori ambientali rivestono un’importanza fondamentale nell’eziopatogenesi del morbo di Parkinson, tra questi resta da chiarire il ruolo degli agenti infettivi, come gli anticorpi anti Bordetella, un coccobacillo Gram-negativo, agente causale della pertosse.

La Bordetella cresce sulla mucosa dell’albero respiratorio cui giunge qualora siano respirate le microscopiche goccioline di muco o di saliva emesse dal malato di pertosse.

Si insedia e si moltiplica ledendo i tessuti e le mucose.Questa direzione della ricerca scientifica sulla malattia di Parkinson è stata suggerita dal Dr. Domenico Fiore, medico e ricercatore che ha dedicato la sua carriera alla comprensione e cura delle malattie neuro-degenerative.

A seguito della sua dipartita è l’associazione AIBOR (Associazione Italiana Bordetella Pertussis) che sta tentando di portare all’attenzione della comunità scientifica gli studi svolti dal Dr. Fiore.

Le implicazioni di questo filone di ricerca sono plurime, innanzitutto per la qualità di vita dei pazienti e non da ultimo per le implicazioni socioeconomiche derivanti dall’utilizzo di farmaci che possono curare “con una spesa individuale e sociale di meno di due euro al giorno”, per utilizzare le parole del ricercatore.

Lo studio clinico del Dr. Fiore riguarda circa 80 pazienti parkinsoniani affetti da una tossi-infezione cronica da Bordetella. In particolare, il Dr. Fiore aveva inviato e pubblicato la relazione clinica del paziente D.L. al Prof. Gianni Pezzoli, Presidente dell’Associazione Italiana Parkinson e Direttore del Centro Parkinson e dei Disturbi del Movimento di Milano.

RELAZIONE CLINICA del paziente D. L.

Nel 2004 il paziente presenta una Gammapatia Monoclonale di Incerto Significato (MGUS), confermata dall’esame istologico.

A gennaio 2005 al paziente viene diagnosticato il Parkinson iniziale e viene richiesta SPET con IBZM, il primo aprile dello stesso anno il paziente viene sottoposto a C. Tomoscintigrafia Cerebrale con IBZM. Dal referto emerge una sospetta sovrespressione recettoriale dopaminergica bilaterale da iniziale denervazione pre-sinaptica, compatibile con malattia di Parkinson in fase estremamente precoce.

A maggio del 2005 la diagnosi viene confermata dal Medico Responsabile del Centro Malattia di Parkinson e Disordini del Movimento, la terapia consigliata si basa sul farmaco Cabaser, il dosaggio è di 1/2 mg alla sera, da aumentare ad 1,00 mg dopo un mese. Dopo aver letto gli articoli del Dr. Fiore il paziente decide di non seguire la terapia e chiede di ricercare nel suo siero gli anticorpi anti Bordetella Pertussis.

Da referto ospedaliero il paziente presenta una tossi-infezione cronica da Bordetella Pertussis in fase-S, la fase di massima virulenza e contagiosità, viene consigliato un trattamento a lungo termine con Etilsuccinato di Eritromicina con l’obiettivo di bonificare le mucose e limitare le possibilità di reinfezioni da Bordetella.
Da fine maggio 2005, per un anno e tre mesi, il paziente segue la terapia a base di Eritrocina, ignorando il farmaco Cabaser. Al successivo controllo cerebrale con IBZM, l’indagine tomoscintigrafica cerebrale mostra una regolare e simmetrica espressione dei recettori D2-dopaminergici a livello del compartimento nigro-striatale di ambo i lati. Nel frattempo, il paziente ha recuperato tono fisico, motilità fine, odorato. Come confermato dai referti successivi, D.L. è guarito dalla malattia di Parkinson.
Questo caso dimostra che il trattamento della tossi-infezione da Bordetella ha arrestato la progressione della malattia di Parkinson e che la precocità del trattamento antibiotico specifico ha consentito un recupero funzionale completo.
Le implicazioni di questo caso clinico coinvolgono sia la fase di diagnosi che le fasi di decorso e terapia. Il Dr Fiore auspicava un controllo immediato degli anticorpi anti Bordetella, già dai primi sospetti di una malattia di Parkinson.

Inoltre, il costo della cura e della successiva profilassi con l’Eritrocina è irrisorio e si aggira sui 500,00 € all’anno. Per fare un paragone, “un anno di Eritrocina® costa metà di un giorno di ricovero in D.H.”, anno in cui il paziente non ha bisogno di sottoporsi ad esami dispendiosi e invasivi, con conseguente recupero del tempo e della qualità della vita.

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