Parkinson giovanile: sintomi, diagnosi e cure

Negli ultimi anni la comparsa dei sintomi del Parkinson interessa fasce d’età sempre più basse, la dicitura Parkinson giovanile si è diffusa per inquadrare questo preoccupante fenomeno, che non si differenzia clinicamente dal morbo di Parkinson.

In Italia la patologia colpisce il 3 per mille della popolazione generale, nonostante il maggior numero dei casi si manifesti nella fascia di età compresa tra i 60 e 65 anni, l’attuale percentuale del 10% al di sotto dei 40 anni è in continua crescita. Una recente ricerca britannica, condotta dal prof. Colin Pritchard, ha confermato un’allarmante aumento dei decessi neurologici tra il 1979 e il 2010 di adulti (sotto i 74 anni) nei paesi occidentali.

Sintomi del Parkinson giovanile

I campanelli d’allarme tipici del Parkinson giovanile coinvolgono tutto l’organismo, il soggetto avverte un senso generale di stanchezza, anemia o depressione, si sente impacciato nei movimenti, come se avesse un lato del corpo trattenuto da “qualcosa”, i riflessi della parte colpita risultano rallentati, statici. Un sintomo particolare è la sensazione costante di spossatezza, può cominciare un paio d’ore dopo il risveglio e durare fino a sera.

La maggior parte dei sintomi sono comuni a tutte le fasce di età colpite da parkinsonismo, ma nei giovani la gestione della malattia può essere particolarmente problematica, non solo sotto il profilo medico ma anche nella sfera psicologica e sociale; convivere con la malattia causa ripercussioni negative sulla vita professionale e relazionale dei giovani-adulti.

In generale, nei pazienti con parkinson giovanile la progressione della malattia tende ad essere più lenta, le complicanze motorie (fluttuazioni motorie e discinesie) si verificano più precocemente ed i disturbi psichiatrici di tipo affettivo (depressione, ansia) e comportamentale (disturbo del controllo degli impulsi), sono più frequenti.

I sintomi principali:

  • Distonia: disturbo del movimento caratterizzato da contrazioni muscolari involontarie che determinano l’assunzione di posture anomale.
  •  Bradiconesia: lentezza nell’esecuzione dei movimenti
  •  Ipocinesia: progressiva riduzione di ampiezza dei movimenti
  •  Tremore “a riposo”
  •  Rigidità del tono muscolare
  •  Instabilità posturale
  •  Ipofonia: abbassamento del volume vocale e difficoltà nell’articolazione delle parole
  •   La riduzione (iposmia) o la perdita dell’olfatto (anosmia)
  •   Disturbi della vista quali offuscamento visivo, ridotta sensibilità al contrasto ed ai colori
  •   Nausea e disturbi gastro-intestinali
  •   Alterazione della funzione sessuale
  •   Ansia e depressione

Diagnosi del parkinson giovanile 

La possibilità di individuare il Parkinson giovanile non è legata esclusivamente all’osservazione clinica, è il risultato dell’utilizzo di strumenti diagnostici moderni mirati, che oggi possono identificare la malattia in fase precoce con un margine d’errore inferiore all’1%. Nei pazienti più giovani il decorso della malattia è più lento, poiché i soggetti solitamente non presentano tutte le altre patologie che possono manifestarsi negli anziani.

E’ molto importante  non sottovalutare i campanelli di allarme e considerare la familiarità del morbo di Parkinson, infatti in una recente intervista il Prof. Pezzoli, Presidente dell’Associazione Italiana Parkinsoniani (AIP), ha dichiarato: «Si è visto che in circa la metà dei casi un parente stretto ha sofferto della stessa malattia».

Se gli esami confermano la diagnosi, in genere, ci si spaventa. «È normale» dice il professor Pezzoli. «Con le cure giuste si può condurre una vita pressoché normale». Anche la terapia è differente, ai giovani si prescrivono farmaci dopaminoagonisti, sostanze che imitano l’effetto della dopamina, un neurotrasmettitore che agisce come un farmaco sul sistema nervoso simpatico, producendo effetti come aumento della frequenza cardiaca e pressione del sangue.

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