Parkinson vascolare

Il Parkinson vascolare è considerato un parkinsonismo secondario, del tutto distinto dalla Malattia di Parkinson la quale è un parkinsonismo primario. Il quadro clinico è caratterizzato da sintomi e segni parkinsoniani ma di origine vascolare.

Il parkinsonismo vascolare, comunemente noto come VP, rappresenta il 2,5-5% di tutti i casi di parkinsonismo. Si sviluppa come conseguenza della malattia cerebrovascolare ischemica, ed è stato variamente indicato in letteratura come parkinsonismo arteriosclerotico, pseudo-parkinsonismo vascolare e parkinsonismo della parte inferiore del corpo.

La considerazione più importante mentre si effettua una diagnosi di VP dovrebbe essere quella di differenziare la VP dalla malattia di Parkinson (PD) a causa delle implicazioni prognostiche e terapeutiche. Le caratteristiche cliniche salienti della VP che la differenziano dalla PD sono la presentazione di instabilità posturale e cadute piuttosto che con tremore del membro dell’arto superiore (bradicinesia); l’andatura parkinsoniana a breve distanza in VP è accompagnata da una base più ampia di posizione e lunghezza variabile della falcata (andatura atassica-parkinsoniana), assenza di festinazione, frequente insorgenza di segni piramidali e demenza sottocorticale precoce.

In un paziente in cui le caratteristiche cliniche suggeriscono VP, la diagnosi clinica può essere supportata dalla dimostrazione di lesioni diffuse della sostanza bianca e o infarti subcorticali strategici nella RMN del cervello. Le opzioni terapeutiche in VP sono limitate alla levodopa e una risposta scarsa o non sostenuta alla levodopa è un’altra caratteristica di differenziazione tra VP e PD.

Parkinson vascolare: aspettativa di vita

L’aspettativa di vita è legata a diversi fattori. C’è da premettere che è possibile che lo stesso soggetto soffra sia di Malattia di Parkinson che di parkinsonismo vascolare. Altre variabili che possono incidere significativamente sul numero di anni che il paziente ha davanti a sé sono relative alle condizioni fisico sistemiche del paziente, la presenza di altre patologie correlate o indipendenti.

Oggi, i soggetti che hanno contratto il morbo di Parkinson possono vivere circa gli stessi anni di una persona sana, nel caso del parkinsonismo vascolare le aspettative di vita sono ridotte.

Decorso del Parkinson vascolare

Il decorso osservato nei parkinsonismi vascolari è generalmente rapido e progressivo, la previsione del suo sviluppo dipende dalla dinamica del processo vascolare, dalla tempestività e dalla tipologia di assistenza fornita. La rapidità è imputabile alla scarsa risposta dei pazienti coinvolti alla terapia dopaminergica.

Ad un primo livello di classificazione si possono distinguere due forme, una forma acuta (circa il 25% di tutti i casi di PV) e una forma lentamente progressiva. La forma acuta si manifesta in seguito ad un evento vascolare acuto, come un’ischemia, di quelle strutture deputate al controllo dei movimenti (striato, sostanza nera, regione talamica) e i sintomi parkinsoniani si manifestano unilateralmente ma dal lato controlaterale alla lesione, per es. se l’ictus è a sinistra, il parkinsonismo si manifesterà a destra. Tale forma può anche essere temporanea per fenomeni di compensazione.

La forma lentamente progressiva è la più frequente (75% dei casi) ed è caratterizzata da un inizio insidioso e progressivo. La sintomatologia è prevalentemente rigida-acinetica ed il tremore a riposo è raramente presente.

Sintomi del parkinson vascolare

La sintomatologia del parkinson vascolare è molto variabile e non esiste un quadro tipico con segni esclusivi che possano indirizzare precisamente verso la diagnosi.

A differenza della Malattia di Parkinson, nel PV l’esordio è tipicamente bilaterale e coinvolge soprattutto gli ardi inferiori, mentre quelli superiori spesso restano indenni. Questo è l’elemento più tipico del parkinsonismo vascolare in cui quindi prevalgono i disturbi dell’andatura ed il paziente non tende a piegarsi in avanti ma mantiene una stazione eretta normale per lungo tempo ed i movimenti pendolari degli arti superiori sono conservati.

Il soggetto incontrerà maggiori difficoltà nel camminare, cambiare direzione,  si riscontra una  lentezza anomala nell’iniziare i movimenti, retropulsione. Accanto a questi sintomi, possono essere presenti difficoltà del linguaggio (disartria), difficoltà a deglutire (disfagia), labilità emotiva, incontinenza urinaria e sintomi di decadimento cognitivo.

 

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